la nota

Zipoli torna in CD
Sta per uscire, ristampato su Cd dalla Casa Discografica Diapason, l’incisione delle sonate per organo di Domenico Zipoli. Luciano Magrini ci racconta come nacque il disco, 34 anni fa.

Sul finire dell’anno 1966 sei pratesi si riunirono nella sede della Azienda di Turismo e fondarono su suggerimento del Maestro Luciano Bettarini, l’Istituto per il Settecento Musicale Italiano (erano Giuseppe Bigagli, Mario Bellandi, Roberto Fioravanti, Nino Piraino, Giannino Veronesi, Mario Bellandi e lo scrivente). Il loro programma era ambizioso; realizzare a Prato un centro di valorizzazione del patrimonio settecentesco, creare un catalogo generale di tutti i testi musicali dell’epoca, provvedendo anche alla esecuzione e riproduzione discografica e a stampa delle più valide composizioni, considerando che il settecento è stato un periodo fiorente per la musica; tuttavia è rimasto uno dei meno conosciuti e studiato di tutta la storia musicale italiana. Settecentisti illustri sono noti per una sola pagina mentre il resto, il meglio della loro produzione, giace sepolto nella polvere degli archivi di mezza Europa. Come detto prima questa iniziativa nasceva da una idea precisa del maestro. Bettarini uno dei più grandi studiosi di questo grande periodo musicale. In quella epoca (1966) l’iniziativa dell’istituto rispondeva ad una esigenza profondamente sentita e si collocava sulla linea di sviluppo delle grandi possibilità musicali. Per cominciare, dopo molti mesi di attenta preparazione, fu inciso negli studi di Roma della RCA il primo disco contenente 7 sonate per flauto e orchestra di Alessandro Scarlatti. Queste composizioni erano state rintracciate dal M.o Bettarini in una biblioteca di Napoli, revisionata a cura dell’istituto. Il famoso flautista Severino Gazzelloni, accettò subito con entusiasmo di eseguire le sonate accompagnate dal cembalo dallo stesso Bettarini. L’ orchestra era formata dai migliori solisti della orchestra sinfonica della RAI di Roma fra cui il primo violino Angelo Stefanato. Fino dall’ascolto del nastro i tecnici della RCA affermarono che si trattava di una edizione eccezionale e avevano ragione perché pochi mesi dopo il disco incontrò grandi consensi. Poi venne il massimo riconoscimento nazionale; il conferimento dell’Oscar del disco da parte della critica internazionale.

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