la nota

«CONFRONTARSI PER CRESCERE INSIEME»: L’UTOPIA DI PAGANELLI


Al Metastasio è di casa l’utopia? Forse la parola è un po’ grossa, ma se utopia significa anche sperare in qualcosa di meglio per la cultura pratese ecco che le speranze possono prendere forma. A lanciare il sasso è il neo-direttore Massimo Paganelli che propone (o meglio auspica, ma è già un buon passo) un maggiore coordinamento tra le realtà dello spettacolo della nostra città. «Ognuno è bene che continui a fare le cose per proprio conto. La varietà delle istituzioni e delle proposte in città è una ricchezza, ma c’è il rovescio della medaglia». E sarebbe? «Il rischio è che questi organismi diventino come monadi, la cui prospettiva è quella di non incontrarsi mai tra loro. Invece va data alla cittadinanza non tanto la possibilità di scegliere varie offerte, ma quella di comprendere un progetto culturale complessivo». Ma le associazioni da sole difficilmente sentirebbero la necessità di incontrarsi... «Infatti vedo nel Comune, o meglio nell’assessorato alla cultura del Comune, l’organismo che pensi a un tavolo in cui chi fa musica e spettacolo si incontri». Per quale scopo, o meglio, come raggiungere lo scopo del progetto culturale della citta? D’altra parte ogni associazione ha la sua specificità... «E quella deve rimanere. La «Fioravanti» continuerà come sempre a fare musica da camera. Ma io penso che la «Fioravanti», come le altre associazioni e istituzioni, è bene che non programmi il tale concerto proprio nel giorno in cui al Politeama o al Metastasio c’è un altro appuntamento. Per saperlo è bene confrontarsi l’uno con l’altro. Penso a una data prestabilita in cui gli incontri possano avvenire in modo da programmare le stagioni. Così non si creerebbe sovraffollamento di offerta in certi periodi e carestia in altri. Se poi c’è un progetto che coincide, sarebbe anche un modo per riparmiare soldi e tempo». Prato è matura per questo, è una proposta che il Comune accetterebbe? «Vorrei che non solo accettasse, ma che quando non ci sarò più io o l’attuale assessore alla cultura, il «tavolo dello spettacolo» entri nel Dna di Prato, delle associazioni e soprattutto dei cittadini-utenti». E la musica al Metastasio? «Da quando sono arrivato qui (e un professionista come Batisti se ne era andato da tempo alla Camerata) ho pensato a una stagione che sto programmando con il maestro Mauro Ceccanti, musicista con molta esperienza tra cui quella dell’Orchestra Giovanile Italiana. Al di là di questo, ricordo che il Metastasio è il teatro pubblico della Toscana, uno dei 14 teatri pubblici d’Italia. Quindi questa esigenza di programmare cultura, non fa solo parte della mia esperienza, ma anche della struttura dove lavoro».

Associazione culturale musicale
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