la nota

"BENEDETTI MICHELANGELI, GLI ANNI DI PRATO"

Nello scorso gennaio è stato presentato un CD di Arturo Benedetti Michelangeli contenente un suo recital avvenuto al Teatro Metastasio il 28 giugno 1967 interamente dedicato a Chopin. Il CD è stato edito dalla Casa discografica Diapason per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato su gentile concessione del Teatro Metastasio e rappresenta un documento eccezionale e finora inedito che testimonia del particolare rapporto che Michelangeli aveva instaurato col pubblico pratese.
Abbiamo intervistato Luciano Magnini che è fra i testimoni di quel periodo.

Cosa ricorda di Michelangeli a Prato?
<La presenza di Michelangeli è legata soprattutto all'amicizia personale che intratteneva con Roberto Fioravanti, il quale non lo trattava con deferenza ma proprio come un vero amico. Michelangeli era spesso a casa sua e tante volte Fioravanti usciva e lo lasciava solo in casa a studiare sul suo pianoforte>.

Ma lei ha partecipato anche a ricevimenti con Michelangeli?
< No. Innanzi tutto Michelangeli non amava le serate mondane, come quelle che organizzavano le nobildonne fiorentine con il relativo formalismo. Era un uomo taciturno, io dico che parlava più con noi in quei due o tre giorni che veniva a Prato che in tutto l'anno. Egli preferiva di gran lunga le nostre cene conviviali in vallata perché poteva stare tranquillo a chiacchierare, ridere e scherzare.
Tante volte dopo la cena si finiva a casa di Marcello Tozzi, un vero cultore di musica. E lì si concludeva la serata in grande serenità, degustando i biscottini di Prato col vin santo fino anche a tarda ora>

Allora a Michelangeli piacevano i pratesi?
<Come no. Si divertiva ad ascoltare il nostro vernacolo e a volte provava persino a rifarci il verso. Di una cosa si può star certi, a parte l'impegno concertistico, per Michelangeli venire a Prato significava stare qualche giorno in compagnia di amici, fare quasi una piccola villeggiatura. Ovviamente si parlava anche di musica e di pianoforte ma non era questo, come invece si potrebbe pensare, l'argomento prevalente delle conversazioni>.

Quando si parlava di musica cosa ricorda?
<La cosa che più mi è rimasta impressa, e amaramente, è l'idea di fare a Prato una scuola internazionale di perfezionamento>.

Perché dice amaramente, Michelangeli non fu disponibile?
<Al contrario. A lui l'idea piacque moltissimo. Forse perché cominciava a pensare di chiudere la scuola che aveva ad Arezzo e in questo modo, aprendola a Prato, poteva unire la sua attività didattica con la compagnia dei suoi amici>.

E come mai non fu istituita?
<Guardi, l'Azienda di Turismo era disponibile ma da sola non ce la poteva fare. Occorreva l'appoggio del Comune anche per avere il Ridotto del Metastasio ove svolgere l'attività. Purtroppo l'allora Assessore alla Cultura, purtroppo non si mostrò interessato. Michelangeli, che non voleva certo pregare nessuno, disse che gli dispiaceva per noi>

In effetti se si fosse istituita una scuola del genere Prato sarebbe balzata sulla ribalta internazionale del mondo pianistico.
<Eccome! E c'erano anche tutti i presupposti umani, come le ho descritto, che avrebbero assicurato una duratura permanenza di Michelangeli in questa scuola. Che peccato! E pensi che dopo questo episodio Michelangeli a Prato non l'ha rivisto più nessuno. Io e Fioravanti per salutarlo dovemmo andare , nel 1977, ad un concerto che lui tenne nella sala Nervi, in Vaticano>

Forse se ci fosse stato l'attuale assessore la scuola si sarebbe fatta?
<Questo è certo. Le racconto un altro aneddoto. Michelangeli di regola non leggeva le recensioni dei suoi concerti. Ma un giorno il Fioravanti gli lasciò il giornale aperto a bella posta perché l'articolo era veramente ben fatto. Michelangeli prima guardò le foto e poi leggendo le prime righe cominciò ad interessarsi. Lesse tutto l'articolo, lo rilesse e poi disse: complimenti al giornalista!>

E chi era questo giornalista?
< Come, non l'ha capito? Ma era Giuseppe Vannucchi che a quel tempo si era già distinto per un reportage, il primo fatto in maniera seria e approfondita, sull'immigrazione a Prato>.

Ma oltre a lei, Fioravanti e Tozzi che finora ha nominato, vi erano altri pratesi nel giro delle conoscenze di Michelangeli?
<Certamente, ora però non me li ricordo tutti. Mi viene in mente Corrado Chiani per via di un fatto. Il Chiani era quello che abitualmente accompagnava in auto il maestro negli spostamenti locali. Un giorno mentre parlavano di auto sportive, di cui Michelangeli era appassionato, il Chiani gli disse: maestro, ma lei ha assicurato le mani in caso di incidente stradale? Michelangeli si fece scuro in volto. No, rispose, ma ci penserò seriamente>.

Immagino che di aneddoti lei ne ricordi molti altri.
<Come no, ce ne sono stati tanti in tutti quegli anni che ci si potrebbe scrivere un libro>.

Allora a nome dei pratesi amanti della musica le lancio la sfida: perché non lo scrive?
<Sarebbe bello, perché no?>

Roberto Becheri


Associazione culturale musicale
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